BOMBARDIERE CAPRONI CA.33 E VARIANTI

 

Il Caproni Ca.33 era un biplano da bombardamento italiano della prima guerra mondiale. Versione rimotorizzata del precedente Ca.32 divenne il bombardiere alleato pi¨ impiegato nel conflitto, operando sia sul fronte occidentale che su quello austriaco. L'aereo, durante il conflitto designato Ca.3 dal Regio Esercito e 450 hp dalla ditta costruttrice, venne prodotto su licenza anche in Francia. L'ultimo sviluppo del modello, designato Ca.36 rimase in servizio fino alla secondametÓ degli anni venti.

 

VARIANTI

Silurante: Nel luglio 1917, circa un mese prima dell'azione contro la base di Pola dell'2 agosto, inizi˛ la valutazione di una variante aerosilurante del Ca.33, destinata ad essere impiegata per azioni di siluramento delle navi alla fonda nelle principali basi austroungariche dell'Adriatico. Due velivoli furono quindi modificati per trasportare un siluro da 800 kg, un'arma che raddoppiava il carico bellico consentito. Furono approntate diverse modifiche, in particolare per centrare il nuovo baricentro del velivolo, anche se la pi¨ evidente fu la rimozione della coppia di ruote anteriori del carrello. I primi esperimenti vennero compiuti dal pilota Luigi Ridolfi, ma la squadriglia aerosiluranti non venne mai approntata.

Aerombulanza: Il Ca.33 fu anche tra i primi velivoli ad essere adottati come aerombulanza. Vennero installate due barelle chiuse da carenature su ciascuna delle fusoliere laterali, soluzione che anticipava quelle adottate dai primi elicotteri per l'evacuazione dei feriti impiegati nella Guerra di Corea. L'aereo consentiva l'evacuazione rapida dei feriti gravi dalle retrovie, compatibilmente con la disposizione di campi d'aviazione. Altri due feriti leggeri potevano essere ospitati nella carlinga centrale assieme all'equipaggio. Versioni aeroambulanza vennero derivate anche dal Ca.36

"Cannoncino": Tra le varie configurazioni provate per l'armamento, che andava da 2 a 4 mitragliatrici, si ricorda questa versione che vedeva installato un cannoncino da 25 mm su un treppiede montato nella parte anteriore della fusoliera. La Sezione di Pozzuolo del Friuli ne dispone dall'agosto 1917 confluendo dal 18 gennaio 1918 nella 109¬ Squadriglia, la 122¬ Squadriglia disponeva di una Sezione di 2 esemplari e la 201¬ Squadriglia ne aveva 4. La 301¬ Squadriglia ne riceve uno con cannoncino nel marzo 1918 fino al mese di giugno.

Ca.34 / Ca.35 : versione con i sedili dei piloti in tandem, ed affinamenti aerodinamici per la fusoliera. Non prodotta.

Ca.36: con semiali smontabili per agevolare le operazioni di rimessa del velivolo. Successivamente vennero introdotte altre modifiche per semplificare la produzione in serie e la manutenzione del velivolo. Designato Ca.3mod (mod. per modificato) dal Regio Esercito. Vennero realizzati 153 esemplari dalle officine di Savigliano, di cui 144 entrarono in servizio con la Regia Aeronautica. I Ca.33 superstiti furono portati a questo standard. Gli unici dati tecnici differenti, quelli relativi ai pesi: peso a vuoto 2.600 kg; massimo al decollo 4.000 kg.

Ca.37: prototipo di una versione biposto monomotore, destinata all'attacco al suolo.

Ca.38: prototipo migliorato del precedente Ca.37.

Ca.39: versione idrovolante, non realizzata.

Ca.56a: variante civile per 6 passeggeri oltre all'equipaggio di 2 persone, ottenuta riconvertendo velivoli militari. Trov˛ impiego per il Corriere Ufficiale sulla rotta tra Padova e Venezia.

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